Sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione

Riporto oggi le indicazioni alimentari dedicate a pazienti affette da Sindrome dell’Ovaio Policistico. Le informazioni che cito sono tratte da un Dossier a cura dell’Università degli Studi di Pavia “Linee Guida Nutrizionali per Pazienti con Sindrome dell’Ovaio Policistico”, a cura di H. Cena ed S. Maffoni.
Dedico questo post a M., ragazza piena di vita conosciuta tempo fa, e a tutte le piccole e grandi donne che soffrono di questa patologia.

La sindrome dell’ovaio policistico (Polycystic Ovary Syndrome, PCOS) è un’endocrinopatia comune che interessa il 4-12% delle donne in età riproduttiva.

Quali sono le linee guida generali legate ad alimentazione e stile di vita e PCOS?

  1. Mantenere un corretto peso corporeo
  2. Seguire un’alimentazione sana e bilanciata, ponendo attenzione all’indice glicemico:
    • Incrementare il consumo di frutta e verdura
    • Incrementare il consumo di cereali integrali, legumi ed alimenti naturalmente ricchi di fibra
    • Limitare gli zuccheri semplici (caramelle, cioccolato, dolci, bibite zuccherate)
    • Limitare l’assunzione di grassi, prediligendo quelli contenuti nelle fonti vegetali (es.: olio d’oliva) e nel pesce.
  3. Incrementare l’attività fisica quotidiana
  4. Limitare l’assunzione di alcolici
  5. Abolire il fumo
  6. Seguire i consigli e le terapie prescritte dallo specialista

Un piccolo focus sugli zuccheri: cosa si intende per indice glicemico?

L’indice glicemico misura la capacità di un certo zucchero di alzare la glicemia dopo il pasto rispetto ad uno zucchero di riferimento (il glucosio puro).L’importanza dell’identificazione di questo indicatore si è accresciuta nel tempo a fronte delle numerose evidenze scientifiche che mostrano come una scelta alimentare che ne tenga conto sia coinvolta nella prevenzione e nel trattamento
di varie condizioni patologiche, come appunto la PCOS.

Come mangiare a basso indice glicemico? Ecco alcuni consigli:

  • Consumare cereali e derivati (farina, pane, fette biscottate, grissini, crackers, pasta, riso…) preferibilmente in forma integrale; consumare cereali “alternativi” come farro, orzo, quinoa, etc…
  • Prediligere le cotture “al dente” e i formati di pasta lunga (spaghetti, linguine…);
  • Aumentare il consumo dei legumi come alternativa ad altri secondi piatti, abbinandoli eventualmente ai cereali creando dei piatti unici;
  • Consumare sempre una porzione di verdura (ad esclusione di alcune tipologie) all’interno del pasto;
  • Limitare il consumo di patate e preferire quelle novelle, cotte con la buccia eassociate ad una porzione di verdura;
  • Evitare di consumare troppa frutta, attenendosi alle 2 porzioni giornaliere, preferibilmente consumandola a termine pasto o in associazione a carboidrati complessi e con fibra (es. crackers integrali);
  • Evitare i dolci contenenti zuccheri facilmente disponibili (caramelle, torte, creme e confetture, biscotti, bibite gasate, succhi di frutta…)

Focus movimento: incrementare l’attività fisica quotidiana

Mantenersi attivi non vuol dire necessariamente svolgere un tipo di attività fisica programmata (es. andare in palestra), bensì cercare di muoversi il più possibile nell’arco della giornata limitando gli spostamenti con i mezzi, aumentando gradualmente passeggiate e spostamenti in bicicletta, scegliendo di prendere le scale anziché l’ascensore, stando il meno possibili seduti.

L’attività fisica regolare e moderata è infatti fondamentale per il benessere dell’individuo:

  • aiuta a contenere i livelli di stress favorendo il rilascio di sostanze naturalmente regolanti il tono dell’umore (endorfine);
  • aiuta a non accumulare grasso in eccesso coadiuvando l’alimentazione nel ridurre il rischio di sviluppare obesità, dislipidemie e sindrome metabolica;
  • è in grado di agire sinergicamente all’alimentazione contrastando l’insulino-resistenza, migliorando la risposta all’insulina e facilitando l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule;
  • aiuta a controllare la pressione e ridurre il rischio di patologie cardiovascolari e respiratorie migliorando la vascolarizzazione e l’ossigenazione dei tessuti.

Non esiste in assoluto uno sport ideale per chi soffre di PCOS. Tuttavia, per essere un utile coadiuvante, l’attività motoria deve essere fatta con la frequenza adeguata (da un minimo di 3 volte a settimana) anche l’intensità è importante e per essere sufficiente deve indurre una modesta sudorazione. È fondamentale non improvvisare mai l’inizio di un’attività sportiva, soprattutto se l’inattività si protrae da molto tempo; è sempre meglio rivolgersi ad esperti che possano individuare quale sia l’attività adeguata ad ogni singolo individuo sia per quanto riguarda l’efficacia dell’attività stessa, sia per quanto riguarda le inclinazioni e le potenzialità della persona.

Per maggiori informazioni o per ricevere le fonti di questo post scrivimi!
#sharethegood #educazionealimentare #dietasana #dietaesalute

1 commento su “Sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche...

Torna in alto